Guida dettagliata all’uso della demo
Prima di iniziare: questa è una proposta da discutere
Questa applicazione è una demo, non il programma definitivo. Serve a rendere visibile una possibile organizzazione del catalogo, dei calcoli e dei preventivi, in modo che sia più facile discutere il progetto partendo da qualcosa di concreto. Nomi, schermate, passaggi, formule e limiti presenti oggi non devono essere considerati decisioni irrevocabili.
Se durante la prova un caso reale non entra bene nel modello, questo non significa necessariamente che quel caso debba essere forzato o escluso. Significa che la demo ha fatto emergere un requisito da approfondire. Il progetto definitivo potrà essere modificato per rappresentare altri materiali, lavorazioni con regole differenti, componenti acquistati, quantità multiple, sottoassemblati, controlli di compatibilità, autorizzazioni, stampe, importazioni più comode e qualunque altra necessità confermata dal lavoro quotidiano.
Anche l’interfaccia è volutamente essenziale. Alcune operazioni possono essere rozze, distruttive o richiedere più attenzione di quanto sarebbe accettabile nel prodotto finale. Lo scopo attuale è verificare insieme il ragionamento: quali informazioni descrivono un prodotto, come si collegano e come portano a un costo. Pulsanti, testi, tabelle e procedure potranno essere resi più semplici dopo aver confermato che il modello risponde ai casi reali.
1. La logica generale della demo
La demo prova a sostituire una parte dei calcoli oggi distribuiti nei fogli di lavoro con un catalogo strutturato. Cercando di eliminare l'opacità delle formule usate nei fogli di lavoro mantenendone la flessibilità.
Il percorso completo può essere immaginato in quattro momenti. Prima si descrivono i pezzi di base, chiamati componenti. Poi si registrano le misure realmente prodotte o vendute, chiamate varianti. Quando più componenti formano un prodotto, si crea un assemblato e si indica quali varianti dei componenti lo compongono. Infine si porta una variante in un preventivo, si indica la quantità richiesta e si ottiene il costo ricalcolato per quel lotto.
La demo separa volutamente ciò che cambia raramente da ciò che cambia spesso. Una formula per calcolare il peso di una barra può essere definita una volta nel componente. Il diametro e la lunghezza cambiano invece da variante a variante. Il prezzo al chilogrammo dell’acciaio è un valore generale che può cambiare nel tempo e viene quindi raccolto nelle Impostazioni. La quantità richiesta cambia a ogni offerta e viene quindi inserita nel preventivo.
Questa separazione evita di riscrivere lo stesso calcolo per ogni codice. Se cambia il prezzo dell’acciaio, non è necessario aprire tutte le aste una alla volta: il valore generale alimenta le formule. Se viene aggiunta una nuova misura di asta, si inseriscono soltanto i dati specifici di quella misura e le formule comuni fanno il resto.
Come orientarsi nelle schermate
La voce Catalogo mostra insieme componenti e assemblati già presenti. Da qui si apre un prodotto per controllarne misure, varianti, lavorazioni e costi. Le voci Nuovo componente e Nuovo assemblato creano invece due tipi diversi di prodotto. La voce Preventivi prepara offerte partendo dalle varianti del catalogo. La voce Impostazioni contiene i valori generali utilizzati dai calcoli, come densità dell’acciaio, prezzo dell’acciaio, costo al minuto e ricarico.
I dati della demo vengono conservati nel browser del computer utilizzato. Chiudere la pagina normalmente non li cancella. Il comando Reset database, disponibile nelle Impostazioni, elimina invece le modifiche locali e ricarica i dati dimostrativi iniziali. Prima di usarlo è quindi opportuno esportare i dati demo se si vuole conservarne una copia. Questa persistenza locale è adatta alla dimostrazione; non rappresenta ancora la gestione centralizzata e multiutente del futuro sistema.
2. Componente, variante e assemblato: tre idee da non confondere
Il componente è una famiglia di pezzi
Un componente è un elemento che ha un proprio modo di essere descritto e un proprio costo di produzione. “Aste Filettate” è un componente: non indica una sola asta precisa, ma la famiglia delle aste che condividono lo stesso significato, le stesse regole di calcolo e le stesse tipologie di lavorazione. Allo stesso modo, “Forcella fresata standard”, “Dadi per tenditori” e “Perno per forcella” sono componenti distinti.
Un componente non deve essere per forza il pezzo fisicamente più piccolo. Se in azienda un piccolo insieme viene sempre trattato come un elemento indivisibile, con un unico codice e un unico costo, può essere rappresentato come componente. La scelta deve seguire il modo reale in cui il prodotto viene gestito, non una definizione teorica.
La variante è un caso concreto della famiglia
Una variante è una realizzazione concreta del componente, identificata da un codice. Nel componente Aste Filettate esistono, per esempio, le varianti M5-2,5, M12-6,0 e M22-14,0. La variante M22-14,0 porta con sé i valori reali usati nel calcolo: diametro della barra di 25 mm, lunghezza di 315 mm e lotto abituale di 300 pezzi.
La demo non genera tutte le combinazioni matematicamente possibili. È l’utente a registrare le varianti che esistono davvero.
L’assemblato è una composizione di componenti
Un assemblato è un prodotto il cui costo dipende da più componenti scelti. Il tenditore dimostrativo “Tenditori Forcella Fresata / Pressare”, per esempio, è formato da una sequenza che comprende canaula, forcella fresata, asta filettata, due dadi e perno. Il fatto che i dadi compaiano due volte è significativo: sono due posizioni diverse, anche quando usano la stessa variante.
Anche un assemblato ha varianti. La differenza è che una variante di componente contiene soprattutto misure e tempi propri, mentre una variante di assemblato contiene la scelta della variante da usare in ogni posizione della composizione. Per una certa misura di tenditore si potrà scegliere una determinata canaula, una determinata forcella, una determinata asta e così via.
Nella demo la compatibilità tra le scelte non viene controllata automaticamente. Il programma permette la selezione, ma la correttezza meccanica resta affidata alla persona esperta. Questa è una scelta dell’MVP dimostrativo, non l’affermazione che un controllo automatico sia inutile: regole, avvisi e suggerimenti di compatibilità possono essere aggiunti se risulteranno necessari.
| Concetto | Domanda a cui risponde | Esempio |
|---|---|---|
| Componente | Quale famiglia di pezzi stiamo descrivendo? | Aste Filettate |
| Variante componente | Quale pezzo preciso della famiglia? | M22 - 14,0, diametro 25 mm e lunghezza 315 mm |
| Assemblato | Quali famiglie di componenti formano il prodotto? | Tenditore con canaula, forcella, asta, dadi e perno |
| Variante assemblato | Quale variante concreta viene usata in ogni posizione? | La combinazione di componenti scelta per il tenditore M22 |
3. Dimensioni, valori globali e formule
“Dimensione” indica qualunque valore legato al prodotto
Nella demo la parola dimensione viene usata in senso ampio. Può indicare una misura fisica inserita dall’utente, come diametro o lunghezza, ma anche un risultato calcolato, come volume, peso o costo del materiale. Questa scelta consente di vedere in una sola tabella tutto il percorso che va dai dati di partenza al risultato.
La distinzione più importante non è quindi tra “misura” e “non misura”, ma tra valore inserito e valore calcolato. Una dimensione con il campo Formula vuoto è un valore da compilare per ogni variante. Una dimensione con una formula viene invece calcolata automaticamente e non deve essere riscritta variante per variante.
Nel caso delle Aste Filettate, Diametro e Lunghezza sono valori inseriti. La Lunghezza semilavorato è calcolata aggiungendo 5 mm alla lunghezza finita. Il Peso teorico semilavorato è calcolato dal volume e dalla densità. L’Importo materiale è calcolato dal peso e dal prezzo dell’acciaio.
Nome, etichetta tecnica, unità e commento
Ogni dimensione ha un nome leggibile, come “Lunghezza semilavorato”, e un’etichetta tecnica breve, come l_semi. Il nome serve alle persone; l’etichetta serve alle formule per indicare senza ambiguità quale valore usare. L’etichetta non può contenere spazi: può usare lettere, numeri e il trattino basso, ma deve iniziare con una lettera o con il trattino basso.
L’unità di misura aiuta a leggere il dato, ma nella demo è soltanto un’etichetta. Il sistema non converte automaticamente millimetri in metri, secondi in minuti o chilogrammi in grammi. La formula deve quindi essere scritta usando valori coerenti. Questa limitazione deve essere ricordata soprattutto quando si aggiungono nuove formule: scrivere “mm” accanto a un dato non protegge da una formula che lo tratti per errore come metri.
Il commento è utile per spiegare un passaggio non evidente. Per esempio, accanto a “Lunghezza semilavorato” è indicato che comprende lo sfrido. Nel progetto definitivo questi testi potranno essere ampliati e mostrati nel punto più comodo per l’operatore.
La scelta Visibile nel catalogo indica che quel valore deve contribuire alla descrizione commerciale della variante. Un diametro può essere utile al cliente, mentre un volume intermedio usato solo dal calcolo normalmente non lo è. Nella demo questa informazione è già registrabile, anche se la presentazione commerciale definitiva è ancora da progettare.
Variabili e ambito delle variabili
Per eseguire un calcolo, una formula deve poter richiamare valori che si trovano altrove. A questo serve una variabile: è un nome che, all’interno della formula, rappresenta un valore. Il principio è simile al riferimento a una cella di Excel, con la differenza che qui si usa un nome riconoscibile invece di una posizione come A1 o B12.
Le dimensioni sono un primo esempio di variabile. La loro etichetta tecnica permette di richiamarle nelle formule: l’etichetta L rappresenta la lunghezza, mentre l_semi rappresenta la lunghezza del semilavorato. Tuttavia, conoscere l’etichetta non è sempre sufficiente. Il sistema deve anche sapere dove cercare quel valore: nella variante che si sta calcolando, nelle lavorazioni, nelle impostazioni generali oppure in uno dei componenti di un assemblato.
Questo “luogo” prende il nome di ambito della variabile. Per indicarlo si aggiunge un prefisso davanti all’etichetta. Il prefisso funziona come una parte dell’indirizzo: d.L dice di cercare L tra le dimensioni della variante attuale; g.prezzo_acciaio dice invece di cercare prezzo_acciaio tra le impostazioni generali.
| Prefisso | Dove viene cercato il valore | Esempio |
|---|---|---|
| d. | Tra le dimensioni e i risultati della variante che si sta calcolando. | d.l_semi indica la lunghezza del semilavorato della variante attuale. |
| l. | Tra i tempi e i costi ottenuti dalle lavorazioni della variante. | l.tot_lavorazioni indica il costo totale delle lavorazioni per un pezzo. |
| g. | Tra i valori generali disponibili per tutti i prodotti. | g.prezzo_acciaio indica il prezzo al chilogrammo salvato nelle Impostazioni. |
| a.componente[...]. | Dentro una posizione precisa della composizione di un assemblato. | a.componente[1].l.tot_lavorazioni indica il costo delle lavorazioni del componente scelto nella prima posizione. |
Le variabili con prefisso d. appartengono quindi alla singola variante e possono avere valori diversi per ogni codice. Le variabili con prefisso g., invece, non appartengono a un componente specifico: sono condivise e possono essere riutilizzate in tutto il catalogo. Questa distinzione evita, per esempio, di riscrivere il prezzo dell’acciaio dentro ogni asta.
Le variabili globali vengono gestite nella pagina Impostazioni. All’avvio sono presenti densità acciaio 7,85 kg/dm³, prezzo acciaio 6 €/kg, costo al minuto 0,45 €/min e ricarico 2,38. Cambiare uno di questi valori permette di aggiornare i calcoli che lo utilizzano senza modificare manualmente ogni variante. I valori iniziali sono comunque dimostrativi e devono essere verificati prima di considerarli dati aziendali. Se necessario, si possono aggiungere altre variabili globali, per esempio il prezzo di un materiale diverso.
Le formule, spiegate come istruzioni
Una formula è una frase numerica che dice al sistema come ottenere un valore da altri valori. Non occorre immaginarla come programmazione: è molto simile a una formula di un foglio elettronico, con nomi espliciti al posto degli indirizzi di cella.
Per l’asta, la formula d.L + 5 significa: “prendi la lunghezza finita di questa variante e aggiungi 5 mm di materiale”. La formula d.p_semi * g.prezzo_acciaio significa: “moltiplica il peso del semilavorato di questa variante per il prezzo generale dell’acciaio”.
Le formule possono usare addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione, potenza e parentesi. Sono disponibili anche la costante pigreco e funzioni di arrotondamento. Per esempio, arrotonda_per_difetto(3000 / d.l_semi, 0) calcola quanti pezzi interi entrano in una barra lunga 3000 mm: divide la lunghezza della barra per la lunghezza del semilavorato e scarta la parte decimale, perché una frazione di pezzo non è utilizzabile come pezzo completo.
Nei normali campi numerici della demo si può usare la virgola decimale. Dentro una formula, invece, il separatore decimale è il punto, perché la virgola separa gli argomenti delle funzioni. Questa è un’altra semplificazione tecnica della demo che potrà essere resa più amichevole nel prodotto definitivo.
I valori delle lavorazioni
Le lavorazioni hanno un proprio gruppo di valori. La demo somma i tempi di tutte le operazioni della variante e li moltiplica per il costo al minuto. Nelle formule, l.tot_lavorazioni rappresenta il costo unitario delle lavorazioni e l.tot_piazzamento rappresenta la quota unitaria del piazzamento, già ripartita sul lotto.
Il piazzamento è separato dal tempo ciclo perché viene sostenuto una volta per preparare il lotto, non una volta per ogni pezzo. Se un piazzamento costa 81 euro, dividerlo su 300 pezzi pesa 0,27 euro per pezzo; dividerlo su 30 pezzi pesa invece 2,70 euro per pezzo. È uno dei motivi per cui la quantità richiesta può cambiare in modo rilevante il costo unitario.
Una lettura semplice dei prefissi
d. = dato o risultato della variante attuale. g. = valore generale delle Impostazioni. l. = tempo o costo delle lavorazioni. Negli assemblati, a.componente[1]. permette inoltre di leggere un valore del primo componente della composizione. Quest’ultima possibilità è più avanzata e non è indispensabile per iniziare a usare la demo.
4. Esempio reale: le Aste Filettate rappresentate in aste.xls
Il componente Aste Filettate precaricato nel Catalogo riprende il caso reale rappresentato nel file aste.xls che contiene un estratto di un vecchio file di catalogo. È un buon esempio perché mostra insieme misure, consumo della barra, peso, prezzo del materiale, tempi di lavorazione, piazzamento e differenze tra lotti.
Nel foglio originale le righe e le colonne mettono in relazione codici, diametri, lunghezze, materiale e tempi. Nella demo le stesse informazioni vengono separate secondo il loro significato. Il componente contiene le regole comuni; ogni variante contiene diametro, lunghezza e lotto; la tabella Lavorazioni contiene i tempi specifici; le Impostazioni contengono prezzo dell’acciaio e costo al minuto.
Il percorso del calcolo per la variante M22 - 14,0
Aprendo Catalogo → Aste Filettate → Varianti si trova la variante M22 - 14,0. Per questo esempio il diametro usato nel calcolo, etichettato A, è 25 mm; la lunghezza finita L è 315 mm; il lotto abituale è 300 pezzi.
La lunghezza del semilavorato non viene inserita a mano. La formula aggiunge 5 mm alla lunghezza finita, quindi il risultato è 320 mm. Una barra da 3000 mm può fornire 9 pezzi interi da 320 mm: 3000 diviso 320 vale 9,375, ma la formula arrotonda per difetto. In questo modo il costo tiene conto del fatto che la parte residua della barra non forma un decimo pezzo completo.
La formula geometrica calcola poi il volume della barra tonda da 25 mm e lo divide per i 9 pezzi ottenibili. Applicando la densità globale di 7,85 kg/dm³ si ottiene un peso teorico di circa 1,2845 kg per semilavorato. Con il prezzo dimostrativo dell’acciaio di 6 €/kg, il materiale vale circa 7,71 euro per pezzo.
Nella scheda Lavorazioni, per la stessa variante, sono riportati 3 minuti e 30 secondi per la tornitura lato filetto, 3 minuti e 30 secondi per la tornitura lato pressare, 7 minuti e 30 secondi per il foro, 1 minuto per i piani per chiave e 3 minuti per la rullatura del filetto. La somma è 18 minuti e 30 secondi. Moltiplicata per 0,45 €/min produce 8,325 euro di lavorazioni per pezzo.
Il piazzamento indicato è di 180 minuti. Al costo di 0,45 €/min vale complessivamente 81 euro. Sul lotto abituale di 300 pezzi la quota è 0,27 euro per pezzo. Il costo unitario dimostrativo diventa quindi circa 16,30 euro: 7,71 euro di materiale, 8,325 euro di lavorazioni e 0,27 euro di piazzamento. Con il ricarico globale dimostrativo di 2,38, il listino pieno mostrato è circa 38,80 euro.
Questi numeri servono a spiegare il metodo e a controllare che la trasformazione del foglio sia comprensibile. Non certificano che prezzi, tempi, sfridi e formule siano già quelli definitivi. Il confronto con chi conosce la produzione dovrà stabilire, variante per variante o per gruppi di varianti, quali dati del foglio sono ancora validi, quali eccezioni devono essere conservate e quali regole possono essere semplificate.
| Passaggio | Valore dell’esempio | Da dove arriva |
|---|---|---|
| Diametro e lunghezza | 25 mm e 315 mm | Valori della variante |
| Lunghezza semilavorato | 320 mm | Lunghezza + 5 mm |
| Pezzi per barra | 9 | Barra da 3000 mm, arrotondata per difetto |
| Costo materiale | circa 7,71 € | Geometria, densità e prezzo acciaio |
| Costo lavorazioni | 8,325 € | 18,5 minuti × 0,45 €/min |
| Quota piazzamento | 0,27 € | 180 minuti × 0,45 €/min ÷ 300 pezzi |
| Costo unitario | circa 16,30 € | Materiale + lavorazioni + piazzamento |
5. Come creare un nuovo componente
Prima di creare un componente conviene scegliere un caso di cui si conoscono bene almeno una o due varianti reali. La demo è più facile da verificare se si parte da dati concreti: un codice esistente, le sue misure, il materiale consumato, le operazioni eseguite e il tempo di piazzamento. Non serve definire subito ogni possibile eccezione. Per una prima prova è meglio riprodurre fedelmente un caso semplice e confrontare il risultato con un calcolo già noto.
Primo passaggio: salvare i dati generali
Aprire Nuovo prodotto → Nuovo componente. Inserire un nome che rappresenti la famiglia, per esempio “Aste Filettate di prova”, non il codice di una singola misura. Le categorie sono parole utili a raggruppare i prodotti e devono essere separate da una virgola. La descrizione può ricordare materiale, impiego o limiti particolari.
Le scelte “Visibile nel catalogo” e “Visibile nel sito web” descrivono dove il prodotto dovrebbe comparire. Nella demo il catalogo è già utilizzabile, mentre il sito commerciale non è implementato: la seconda scelta mostra una possibile informazione futura.
Premere Salva dati generali. Questo passaggio è necessario perché solo dopo il primo salvataggio la demo attiva le schede Costi, Dimensioni, Varianti e Lavorazioni. Se si cambia pagina prima del salvataggio, il nuovo componente non viene creato.
Secondo passaggio: capire le dimensioni obbligatorie
Ogni nuovo componente nasce con alcune dimensioni obbligatorie. Non significa che l’utente debba compilare a mano tutti quei valori. Significa che il motore di costo si aspetta quelle voci per eseguire il calcolo in modo uniforme.
Le voci obbligatorie comprendono la lunghezza del semilavorato, i pezzi per barra, il volume della barra, il volume del semilavorato, il lotto di default, il peso teorico, l’importo materiale e il costo unitario. Quasi tutte hanno già una formula; il lotto resta invece un valore da indicare per ogni variante.
Queste righe non possono essere eliminate e la loro etichetta tecnica non può essere cambiata, perché altre parti della demo cercano proprio quei nomi. Possono però essere aperte per leggere o adattare formula, unità, nome e commento. Un adattamento va fatto con attenzione: le formule iniziali descrivono un pezzo cilindrico ricavato da una barra da 3000 mm e non sono corrette per qualunque componente.
Per esempio, un articolo acquistato a prezzo fisso non ha bisogno di una formula geometrica basata sul diametro. Nel prodotto definitivo potrebbe essere opportuno avere modelli di costo differenti. Nella demo si può modificare la formula per rappresentare il caso, ma questa necessità va annotata come requisito: non bisogna concludere che ogni prodotto aziendale debba essere artificialmente trattato come una barra tonda.
Terzo passaggio: aggiungere i dati propri del componente
Per riprodurre le Aste Filettate, nella scheda Dimensioni aggiungere una riga chiamata “Diametro”, con etichetta A, unità mm e formula vuota. Aggiungere poi “Lunghezza”, con etichetta L, unità mm e formula vuota. La formula vuota comunica che diametro e lunghezza saranno inseriti per ogni variante.
Le formule obbligatorie iniziali fanno già riferimento a d.A e d.L. Per questo, in un componente cilindrico, è utile mantenere esattamente queste etichette. Se si scelgono etichette diverse, occorre aggiornare anche le formule che le richiamano. Una cella che mostra un errore nella tabella Varianti spesso indica proprio un riferimento mancante, un valore non compilato o una formula incoerente.
Quando una misura deve essere ricavata, inserire la formula invece di duplicare il risultato in tutte le varianti. Se, per esempio, la lunghezza grezza è sempre 5 mm maggiore della lunghezza finita, la formula d.L + 5 rende esplicita la regola. Se invece lo sfrido cambia senza una regola affidabile tra una misura e l’altra, è più onesto lasciare la formula vuota e inserire il valore reale in ogni variante.
Quarto passaggio: aggiungere le varianti reali
Aprire la scheda Varianti e premere Aggiungi variante. Il codice prodotto è obbligatorio e deve essere unico in tutto il catalogo, non soltanto dentro questo componente. Compilare poi i campi senza formula: nell’esempio delle aste saranno Diametro, Lunghezza e Lotto di default. I risultati con formula non sono richiesti perché vengono calcolati.
Per una variante di prova simile a M22 - 14,0, si possono inserire diametro 25, lunghezza 315 e lotto 300. Dopo il salvataggio, la tabella mostra anche lunghezza del semilavorato, pezzi per barra, volume, peso e costi calcolati. È bene leggere il percorso da sinistra a destra e verificare che ogni passaggio abbia senso prima di aggiungere molte altre varianti.
Il pulsante Importa permette di copiare una tabella da LibreOffice. La prima colonna deve contenere il codice e le colonne successive devono avere come intestazione le etichette delle dimensioni senza formula, per esempio A, L e lotto. Questa funzione accelera il caricamento iniziale, ma nella demo è volutamente semplice: prima di importare molte righe è consigliabile fare una prova con due varianti e controllare il risultato.
Quinto passaggio: inserire lavorazioni e piazzamento
Aprire la scheda Lavorazioni. Ogni riga rappresenta un’operazione, per esempio “Tornitura lato filetto”, “Foro per fune” o “Rullatura filetto”. Ogni colonna rappresenta una variante. Il tempo di una lavorazione viene scritto nel formato minuti e secondi: 03:30 significa 3 minuti e 30 secondi, non tre ore e mezza e non 3,30 minuti.
La prima riga, PIAZZAMENTO (minuti), usa invece minuti numerici. Qui va indicato il tempo sostenuto una volta per predisporre il lotto. La distinzione è importante: i tempi delle lavorazioni vengono conteggiati per ogni pezzo, mentre il piazzamento viene trasformato in costo e diviso per la quantità del lotto.
Anche le lavorazioni possono essere importate da una tabella copiata da LibreOffice. In questo caso la prima colonna contiene il nome dell’operazione, le colonne successive hanno come intestazione i codici variante e i tempi importati sono espressi in secondi. Poiché il formato è diverso dalla normale visualizzazione mm:ss, è opportuno leggere l’esempio mostrato nella finestra di importazione e verificare una piccola porzione prima di procedere.
Sesto passaggio: controllare il costo, non soltanto il totale
La scheda Costi separa Materiale, Lavorazioni e Piazzamento. Questa separazione serve a individuare subito un errore. Se il materiale è irrealisticamente alto, bisogna controllare diametro, lunghezza, pezzi per barra, densità e prezzo. Se le lavorazioni sono errate, bisogna controllare tempi e costo al minuto. Se il piazzamento pesa troppo, bisogna verificare il tempo di preparazione e il lotto.
Costo unitario è il risultato della formula c_unitario. Listino pieno applica il ricarico generale al costo unitario. Costo lotto moltiplica il costo unitario per il lotto salvato nella variante. Il campo Costo lotto simulato permette di provare una quantità diversa senza modificare il prodotto: è utile per vedere come cambia la quota di piazzamento.
Una prova utile è inserire prima 300 e poi 30 nel lotto simulato della variante M22. Materiale e tempo ciclo per pezzo restano gli stessi, mentre la quota del piazzamento per pezzo aumenta. La simulazione non viene salvata nel componente: serve soltanto a confrontare quantità diverse.
6. Come creare un assemblato e in cosa differisce da un componente
Un componente descrive come si ottiene e quanto costa un elemento. Un assemblato descrive invece quali elementi vengono scelti insieme. Per questo l’editor dell’assemblato non presenta la scheda Lavorazioni del componente: nella proposta attuale il suo costo di base è la somma dei costi delle varianti componente selezionate.
Prima di creare un assemblato devono quindi esistere i componenti che lo formano e le loro varianti. Se si vuole costruire un tenditore dimostrativo, conviene verificare prima che canaula, forcella, asta, dadi e perno siano presenti e abbiano almeno le varianti necessarie.
Salvare l’assemblato e costruire la composizione
Aprire Nuovo prodotto → Nuovo assemblato, inserire nome, categorie e descrizione, quindi premere Salva dati generali. Aprire la scheda Composizione e aggiungere i componenti nell’ordine in cui devono comparire.
Ogni aggiunta crea una posizione distinta. Se un tenditore usa due dadi, aggiungere due volte “Dadi per tenditori”. Non è una duplicazione inutile: la prima posizione e la seconda posizione potranno, se necessario, scegliere varianti diverse. Nella demo l’ordine corrisponde all’ordine di inserimento; se si sbaglia, finché non esistono varianti si può eliminare una posizione e ricostruire la sequenza.
La composizione si blocca non appena viene creata la prima variante dell’assemblato. Il blocco evita che una variante già registrata perda il significato delle proprie selezioni quando viene rimossa o sostituita una posizione. Per cambiare la catena occorre prima eliminare tutte le varianti dell’assemblato. È un comportamento prudente della demo; nel prodotto definitivo si potrà progettare una procedura guidata di modifica, duplicazione o migrazione.
Creare una variante dell’assemblato
Aprire la scheda Varianti e scegliere Aggiungi variante. Inserire un codice univoco per il prodotto finito. La finestra mostra poi una scelta per ogni posizione: per ciascuna bisogna selezionare una variante del componente indicato.
Immaginiamo un assemblato con tre posizioni: Forcella, Asta Filettata e Perno. Creare una variante non significa scrivere di nuovo tutte le misure dei tre pezzi. Significa scegliere, per esempio, la variante corretta della forcella, M22 - 14,0 delle aste e la variante corretta del perno. La tabella conserva questa combinazione esplicita.
Il sistema non deduce che due codici con “M22” siano compatibili e non impedisce di selezionare una misura incoerente. Questa verifica manuale è intenzionale nella demo. Se l’operatore ritiene indispensabili avvisi o filtri, la prova deve servire a elencare quali regole sono davvero affidabili: diametro nominale, tipo di filetto, apertura, materiale, finitura o altre caratteristiche.
Come leggere i costi di un assemblato
Nella scheda Costi, al posto delle colonne Materiale, Lavorazioni e Piazzamento compare una colonna per ogni posizione della composizione. Ogni colonna mostra il costo unitario della variante componente scelta. Il costo unitario dell’assemblato è la somma di questi valori, salvo la presenza di una formula specifica dell’assemblato.
Questa vista permette di capire quale elemento pesa maggiormente sul totale. Se la stessa famiglia di dadi compare due volte, si vedranno due colonne e il costo verrà sommato due volte. È esattamente il comportamento desiderato: ogni posizione rappresenta un elemento effettivamente presente nel prodotto finito.
La demo non gestisce ancora lavorazioni proprie dell’assemblato, come montaggio, pressatura finale, collaudo o imballaggio speciale. Queste voci sono un esempio importante di requisito da discutere. Potranno diventare lavorazioni dell’assemblato, componenti di servizio oppure regole specifiche, a seconda di come l’azienda preferisce registrarle e controllarle.
Dimensioni e formule dell’assemblato
Un assemblato può avere anche dimensioni proprie, per esempio il lotto di produzione o una lunghezza totale. Una formula avanzata può leggere un valore del componente in una certa posizione. Il riferimento a.componente[1].d.L, per esempio, indica la dimensione L della variante scelta nella prima posizione.
Questa possibilità è utile quando una misura del prodotto finito deriva chiaramente dai componenti, ma va usata soltanto quando la regola è stabile. Se la lunghezza totale dipende anche dal montaggio, da sovrapposizioni o da dati non presenti, una somma apparentemente elegante potrebbe produrre un risultato sbagliato. La demo è una proposta per far emergere proprio queste differenze.
7. Come preparare e leggere un preventivo
Il preventivo usa le stesse regole di costo del catalogo, ma sostituisce il lotto abituale con la quantità realmente richiesta. In questo modo non esistono due metodi di calcolo separati: cambia il contesto. Il catalogo mostra una situazione tipica; il preventivo ricalcola la situazione concreta dell’offerta.
Creare il preventivo e aggiungere una riga
Aprire Preventivi e premere Nuovo se non si vuole proseguire su quello visualizzato. Assegnare un nome riconoscibile, per esempio “Cliente Rossi – tenditori agosto”. Scegliere prima il componente o l’assemblato, poi la variante e infine premere Aggiungi.
La riga inserita è una copia della variante nel momento in cui viene aggiunta. Questo è importante per la tracciabilità: una successiva modifica del catalogo non deve cambiare silenziosamente un’offerta già preparata. Anche i valori generali usati dal preventivo vengono conservati con il preventivo. Se in futuro il prezzo dell’acciaio viene aggiornato nelle Impostazioni, un preventivo esistente continua a rappresentare le condizioni con cui era stato creato.
Questa “fotografia” è locale alla demo e non sostituisce ancora un sistema completo di revisioni, approvazioni e storico. Mostra però il principio: un’offerta deve poter essere riaperta e spiegata senza dipendere dallo stato attuale del catalogo.
Quantità e dimensioni della riga
Inserire una Quantità intera maggiore di zero. La quantità non serve soltanto a moltiplicare il prezzo finale. Diventa anche il lotto usato dal calcolo: il piazzamento di ogni componente viene ripartito proprio su quel numero di pezzi. Per questo ordinare 20 pezzi può avere un costo unitario diverso da ordinarne 200.
Aprendo il riquadro con il nome del prodotto si vedono le dimensioni della copia usata nel preventivo. I valori inseriti, come diametro o lunghezza, possono essere modificati per simulare una richiesta speciale senza alterare la variante nel catalogo. I valori calcolati sono in sola lettura e si aggiornano quando cambiano gli input.
Per un assemblato sono disponibili anche i gruppi dei componenti selezionati. Questo permette, per esempio, di modificare nella sola offerta una lunghezza libera di un componente e vedere l’effetto economico. Non cambia la variante originale e non crea automaticamente un nuovo codice di catalogo.
Costo unitario, variazione e subtotale
Il Costo unitario è il risultato tecnico ottenuto con la quantità del preventivo. La Variazione % applica una maggiorazione alla sola riga prima di moltiplicarla per la quantità. Può essere usata nella demo per rappresentare una correzione specifica, un’incertezza o una condizione particolare. Il significato aziendale definitivo di questo campo deve essere concordato; oggi non accetta valori negativi.
Se il costo unitario è 16,30 euro e la variazione è 10%, il costo variato diventa circa 17,93 euro. Con una quantità di 50 pezzi, il costo totale della riga è circa 896,50 euro. La formula è quindi: costo unitario × (1 + variazione/100) × quantità.
Se una formula non può essere calcolata, la demo mostra un trattino invece di costruire un totale parziale ingannevole. In quel caso bisogna aprire le dimensioni della riga e verificare dati mancanti, formule o selezioni dei componenti.
Ricarico, sconto e totale finale
Totale costo è la somma dei subtotali delle righe. Il Ricarico del preventivo è un moltiplicatore, non una percentuale: 2,38 significa moltiplicare il costo per 2,38. Lo Sconto % viene applicato dopo il ricarico. Il totale finale è quindi: totale costo × ricarico × (1 − sconto/100).
Per esempio, con un totale costo di 1.000 euro, ricarico 2,38 e sconto 10%, il totale mostrato è 2.142 euro. Separare ricarico e sconto rende leggibile la costruzione del prezzo, ma nel sistema reale dovranno essere definiti permessi, arrotondamenti, imposte, valuta, validità e condizioni commerciali.
Assemblato al volo
Il pulsante Assemblato al volo serve quando l’offerta richiede una combinazione che non vale la pena inserire stabilmente nel catalogo. Si assegna un nome provvisorio e si aggiungono componenti con le rispettive varianti. Lo stesso componente può comparire più volte. La quantità della riga viene usata come lotto per tutti gli elementi e il costo unitario è la loro somma.
L’assemblato al volo esiste soltanto dentro quel preventivo: non compare nel Catalogo e non crea una nuova anagrafica. È una scorciatoia dimostrativa utile per richieste eccezionali. Nel progetto definitivo andrà deciso quando una configurazione temporanea debba restare tale e quando debba essere trasformata in un nuovo prodotto approvato.
Salvare, riaprire e ordinare le righe
Le frecce sulle righe permettono di cambiare l’ordine; il pulsante Elimina rimuove la riga. Le modifiche non sono definitive finché non si preme Salva. Il selettore Apri permette di riaprire i preventivi salvati, mentre Elimina cancella il preventivo corrente.
Poiché tutto è memorizzato nel browser, un altro computer o un altro profilo del browser non vede automaticamente gli stessi preventivi. Inoltre il reset dei dati locali è un’operazione distruttiva. Questo limite è accettabile per una demo, ma non descrive la sicurezza, il backup e la collaborazione necessari nell’applicazione reale.
8. Una prova completa consigliata
Per comprendere la demo senza dover creare subito molti dati, è consigliabile seguire un percorso guidato sul caso delle aste già presenti.
Aprire Impostazioni e leggere i quattro valori iniziali. Senza modificarli, riconoscere quali appartengono al materiale, quali alle lavorazioni e quale alla costruzione del prezzo.
Aprire Catalogo → Aste Filettate. Nella scheda Dimensioni individuare Diametro e Lunghezza, che non hanno formula, e confrontarli con Lunghezza semilavorato, Peso teorico e Importo materiale, che vengono calcolati.
Nella scheda Varianti cercare M22 - 14,0. Controllare i valori 25 mm, 315 mm e lotto 300, quindi seguire i risultati calcolati descritti nell’esempio di questa guida.
Nella scheda Lavorazioni leggere i tempi della stessa colonna. Verificare che la somma sia 18 minuti e 30 secondi e osservare separatamente il piazzamento di 180 minuti.
Nella scheda Costi confrontare materiale, lavorazioni, piazzamento e costo unitario. Inserire 30 nel lotto simulato e osservare l’effetto della diversa ripartizione del piazzamento, poi provare 300.
Aprire l’assemblato Tenditori Forcella Fresata / Pressare. Nella Composizione osservare che i dadi occupano due posizioni distinte. Nelle Varianti aprire una combinazione e vedere che ogni posizione sceglie un codice componente preciso.
Creare un nuovo preventivo, aggiungere M22 - 14,0 delle Aste Filettate e impostare prima 300, poi 30 pezzi. Confrontare il costo unitario. Aggiungere poi un assemblato già presente e osservare i gruppi delle dimensioni dei componenti.
Salvare il preventivo con un nome riconoscibile, aprirne uno nuovo e infine riaprire quello salvato. Questa prova chiarisce la differenza tra una simulazione momentanea e un’offerta conservata.
Soltanto dopo questo percorso conviene creare un componente da zero. A quel punto i campi non sono più nomi astratti: si è già visto come un diametro inserito attraversa formule, materiale, lavorazioni, costo unitario e preventivo.
9. Cosa osservare e annotare durante la prova
Lo scopo della prova non è adattare a forza l’azienda alla demo. Lo scopo è scoprire quali parti della proposta funzionano, quali parole risultano poco chiare e quali casi reali richiedono un modello diverso.
Quando un prodotto non si lascia descrivere bene, è utile annotare un esempio concreto: codice, misure, materiale, lavorazioni, regola di costo e motivo per cui il flusso attuale non basta. Un caso reale dettagliato è molto più utile di una richiesta generica come “serve più flessibilità”, perché permette di progettare una soluzione verificabile.
Tra gli aspetti volutamente non risolti dalla demo ci sono la compatibilità automatica tra componenti, i sottoassemblati, le quantità diverse da uno nelle righe di composizione, le lavorazioni proprie dell’assemblato, i materiali differenti gestiti con modelli dedicati, i listini multipli, utenti e autorizzazioni, approvazioni, versioni, documenti per il cliente e condivisione centralizzata dei dati.
Anche i passaggi dell’interfaccia sono aperti al confronto. Se aggiungere dimensioni prima delle varianti non è naturale, se l’importazione dal foglio è troppo fragile, se le formule devono essere nascoste agli operatori oppure se il riepilogo deve usare termini aziendali diversi, il progetto potrà essere modificato. La demo serve proprio a poter indicare una schermata e dire con precisione “qui manca questo”, “questo dato arriva da un’altra persona” oppure “questo passaggio dovrebbe essere automatico”.
In sintesi, il valore della demo non consiste nell’essere già completa. Consiste nel mostrare una proposta abbastanza concreta da poter essere provata, criticata e migliorata insieme. Ogni limite emerso con un caso reale, come quelli contenuti in 00Aste.xls, è un’informazione utile per costruire il sistema definitivo.